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Shirodhara - La Medicina Ayurvedica |
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Dr Bertrand Martin / © Fondation Ling
Ayurveda (in Sanskrito, scienza della vita) rappresenta la più antica medicina conosciuta, ed è la più completa delle attuali medicine tradizionali. È riconosciuta dagli storici come precursore della medicina cinese e tibetana, e trova la sua origine nell'India antica, più di cinquemila anni fa. I primi grandi trattati di Ayurveda risalgono al periodo classico (Vagbhata, Susruta e Caraka) e descrivono in un modo molto dettagliato le malattie, le loro cause, i loro sintomi, i metodi di cura e di prevenzione. Sono completi e precisi nella descrizione delle droghe, della loro preparazione, della loro azione e del loro controllo. In questi trattati troviamo anche la descrizione dei principi di agopuntura, di osteopatia e di determinati interventi chirurgici.
Oggi, l'Ayurveda è molto diffusa in India, dove si impone anche dopo l'indipendenza del paese, ed è valutato che il 50% della popolazione indiana si occupa di medicina ayurvedica sebbene sia sovvenzionata soltanto dal 2.5% del bilancio pubblico per salute. Ciò dimostra da un lato il grande interesse della popolazione indiana per la medicina tradizionale, dall'altro lato l'interesse di questo sistema medico dal punto di vista economico. L'Ayurveda ora si diffonde nel mondo intero e la sua efficacia è riconosciuta in determinati campi in cui la medicina moderna rimane a volte insoddisfacente. Può anche considerarsi un metodo complementare significativo nei campi in cui la medicina moderna è efficace.
Il concetto di Dosha è il cuore dell'Ayurveda. Si tratta di tre principi metabolici fondamentali, che controllano il funzionamento dell'organismo e della natura nel loro insieme. Si può anche parlare di tre gruppi di leggi sul funzionamento della natura. Questi tre principi sono: VATA (catabolismo/eliminazione/movimento), PITTA (metabolismo/transformazione/energia) e KAPHA (anabolismo/struttura/forma).
In Ayurveda, la salute è l'equilibrio perfetto, a tutti i livelli della vita, e si acquisisce quando le leggi che lo controllano funzionano correttamente (in altri termini, equilibrando i Dosha). La valutazione dello squilibrio dei Dosha permette di individuare la causa fondamentale della malattia e di correggerla equilibrando l'organismo e stimolando la capacità di quest'ultimo di autocurarsi.
Un'altra chiave di lettura dei concetti dell'Ayurveda è quella della costituzione psicofisica (Prakriti). Le varie costituzioni sono basate sui Dosha. Anche se i tre Dosha sono presenti in ogni costituzione, la loro importanza varia, permettendo di determinare 7 costituzioni psicofisiche di base caratterizzate da caratteristiche fisiche e mentali che un medico con esperienza può determinare ed usare per migliorare la salute. Questi tipi sono:
Vata, Pitta, Kapha, Vata/Pitta, Vata/Kapha, Pitta/Kapha, Vata/Pitta/Kapha.
La conoscenza della costituzione psicofisica del paziente permette di prescrivere i trattamenti adatti non soltanto ad una certa malattia, ma anche alla costituzione del paziente, aumentando così l'efficacia del trattamento. Quindi, i pazienti che soffrono dalla stessa malattia, ma con differenti costituzioni, riceveranno trattamenti differenti.
L'Ayurveda ha come concetto di base un metodo globale di salute. Il suo campo si estende dai campi immateriali della coscienza a tutte le espressioni della materia. Quindi, per l'Ayurveda, la causa primaria di tutte le malattie è a livello della coscienza ed il relativo obiettivo è di ristabilire l'equilibrio fra la coscienza, il corpo e l'ambiente l'insieme di queste strategie.
L'approccio al corpo materiale e alla psicologia è adottato in diversi modi:
- linee guida sull'alimentazione individuale secondo la malattia e la costituzione del paziente;
- tecniche di purificazione psicologia fisica (Panchakarma) che permette un riequilibrio profondo del corpo. Questa terapia include Abhyanga (massaggio ayurvedico con gli olii medicati), Shirodhara (rilassamento indotto), Swedana (bagno di vapore), Vasti (terapie mediche) ed altre tecniche che sono condotte in cliniche specializzate e richiedono una conoscenza profonda dell' Ayurveda;
- droghe e tonici che contengono piante medicinali ed i minerali (queste droghe tradizionali, composte da molte piante, sono state usate durante i millenni e non hanno effetti secondari; le varie sostanze attive presenti sono naturali ed equilibrate fra loro, e agiscono in senso olistico);
- tecniche di integrazione Mente-Corpo (Hatha Yoga) che aumentano l'integrazione della coscienza e del corpo, equilibrando le funzioni dei vari sistemi fisiologici;
- tecniche di massaggio dei centri di energia (terapia dei Marma), attualmente usati al posto dell'agopuntura, non considerata in Ayurveda;
- molte altre strategie, come la musicoterapia (Gandharva-Veda) o scienza delle frequenze sonore e del loro effetto sul corpo, la terapia dei colori, l'aromaterapia, ecc.
- lo stile di comportamento, costituito da una serie di linee guida che aiutano a rispettare i ritmi naturali, del giorno e delle stagioni, l'igiene personale e le pratiche per condurre una vita sana. Gli effetti dei ritmi biologici sono percepiti a tutti i livelli. Un adeguato comportamento permette che i ritmi biologici della persona siano in armonia con quelli della natura, e la vita venga vissuta in accordo con le leggi naturali, evitando gli stress e aggressioni dal punto di vista psichico;
- infine, l'approccio alla meditazione, con una tecnica mentale semplice, attraverso un profondo, calmo e pacifico stato di coscienza, alla fonte di un grande benessere fisico e mentale, fonte di rigenerazione ed equilibrio, fisico e mentale. Questo livello di coscienza si ottiene quando si permette alla mente di trovare il suo silenzio. Nel corso della meditazione, i livelli sempre più calmi di coscienza sono una esperienza, che portano un silenzio interiore positivo e benefico.
Una volta abituati al silenzio interiore, si possono sperimentare livelli di coscienza che aiutano a sviluppare le proprie capacità, come quella dell'organismo di autocurarsi, senza i quali ogni trattamento sarebbe inutile.
Infatti, l'obiettivo dell'Ayurveda è non soltanto di occuparsi e curare delle malattie, ma anche di impedirne il manifestarsi. L'obiettivo principale dell'Ayurveda è di promuovere un ideale di salute, pensato non soltanto in termini di equilibrio del corpo, ma anche come propensione alla autorealizzazione della felicità a tutti i livelli di vita. L'obiettivo è quindi di rafforzare la resistenza naturale del corpo allo squilibrio ed alla malattia, aumentando la vitalità, il ringiovanimento, la longevità, promuovendo la capacità propria dell'individuo di sviluppare un livello di coscienza della natura su cui si fondono la creatività e la felicità.
Un metodo cosi' vario per la salute non può che essere desiderato oggi. La vita è "olistica" di natura e la salute può derivare soltanto dall'integrazione di tutti questi elementi vitali: coscienza, corpo, comportamento ed ambiente. Progressi notevoli sono stati realizzati in questo senso nel mondo occidentale, ma una scienza che permetta una visione globale dell'uomo, il relativo sviluppo, i relativi rapporti con l'universo, è ancora necessaria, attraverso una conoscenza che integra il macrocosmo dell'universo al microcosmo dell'uomo, della materia e della coscienza. Infatti, l'obiettivo dell' Ayurveda è di integrare la coscienza specifica con la coscienza universale, il corpo fisico con il relativo ambiente.
Questo è possibile agendo su tutti i livelli della vita, ristabilendo l'equilibrio ed il benessere fisico, psicologico, emozionale e spirituale.
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